Storia della roulette

 

L'origine della roulette (parola francese che significa piccola ruota) è avvolta nel mistero. A rafforzare questo alone di mistero è la credenza che la roulette sia un gioco "demoniaco". Sommando, infatti, tutti i numeri del gioco da 1 a 36 si ottiene la somma 666: il numero del diavolo.

Si tratta comunque di un origine "antica". Sembra che i primi ad utilizzare una rudimentale forma di roulette fossero stati gli antichi Greci, utilizzando delle ruote da carro. Anche gli antichi Romani, in special modo i legionari, sembra giocassero alla roulette utilizzando uno scudo che veniva fatto girare sulla punta di una lancia. Altre fonti riportano che fossero i greci a giocare con lo scudo ed i romani con la ruota. Probabilmente entrambi utilizzavano entrambi i giochi. Esiste anche una ipotesi su una origine cinese della roulette: sembra infatti che nell'antica Cina fosse diffuso un gioco utilizzante 37 statuette di animali, disposti in modo "mistico".

Molto probabilmente la roulette deriva dalla fusione di due giochi:

" Il gioco italiano dell' "oca"

" Il gioco inglese "E-O" ("Even" - "Odd", pari e dispari)

Anche altri giochi sembra abbiano avuto una certa influenza per la nascita del gioco della roulette: fra essi ricordiamo Roly-Poly, Reiner, Asso di cuori e l'italiano Biribi.

Il prototipo della roulette moderna viene attribuito allo scienziato francese Blaise Pascal, noto per i suoi studi sul calcolo della probabilità. Egli nel corso di ricerche riguardanti il moto perpetuo creò, nel 1655, una prima roulette.

La prima referenza "ufficiale" della roulette come gioco però non viene dalla Francia ma dal Canada. Nel 1758, in un atto che bandiva alcuni giochi, nel Quebec, veniva inclusa anche la roulette. Questa "comparsa canadese" contribuisce a creare dubbi sulla reale origine del gioco. Secondo molti comunque, il termine roulette nel caso canadese, si riferiva ad un vecchio gioco da tavolo, e non ad una "specie " di roulette francese.

 

La prima referenza con tanto di descrizione, si trova invece in un libro pubblicato in Francia nel 1801. Ci riferiamo ad una novella francese, La Roulette, ou le Jour di Jaques Lablee, che descrive il gioco nel Palais Royal di Parigi nel 1796. Si trattava di un cilindro con i numeri rossi e neri alternati, lo zero ed il doppio zero. Lo zero era di colore rosso ed il doppio zero nero; ma i colori non vengono pagati con l'uscita di queste combinazioni.

Agli inizi del 1800 per entrambi gli zeri venne utilizzato il colore verde: questo per evitare confusione.

Nel 1837, Luigi Filippo ordinò la chiusura di tutti i casinò e le sale da gioco in Francia. Molti gestori si trasferirono in Germania. Fra questi ricordiamo i fratelli Francois e Louis Blanc: nel 1840 arrivano ad Amburgo e acquisirono il locale casino. Ebbero inoltre un' idea risultata vincente: nel 1843 decisero di abolire il doppio zero, e che costrinse le case da gioco avversarie a seguire la stessa politica per non vedersi scappare i clienti.

Nel 1856 apri il casinò di Monte Carlo ma, non ebbe il successo sperato, tanto che la Principessa Carolina chiamò Blanc per risollevarne le sorti. Dopo un iniziale rifiuto, Blanc accettò la proposta e nel 1863 fondò la Société des Bains de Mer et du Cercle des Etrangers (fra gli investitori della compagnia ricordiamo il vescovo di Monaco e il Cardinale Pecci, che sarebbe diventato papa Leone XIII). La compagnia ricevette la concessione del casinò per 50 anni, fino al 1913.

 

Ecco un estratto da un libro molto bello ed introvabile in Italia:

Gros Jeu - histoire secrète de Monte-Carlo (1953), dove si da l'idea della situazione del gioco ad inizio 900:

"Tra la fine dell'800 ed i primissimi del '900, dopo un numero d'anni eccezionali, la pace regna finalmente in Europa. La guerra dei Boeri, avuta luogo in una regione del globo terrestre molto lontana da Monaco, non influisce per nulla sulla tranquillità del principato e sulla propria situazione.L'Inghilterra è ricca, gli Stati Uniti prosperano, la Francia si rimette in sesto dalle traversie della guerra del 1870 e dalla pesante indennità pretesa dalla Prussia.

I francesi non pagano più diritti di successione e relativamente poche imposte sulle rendite. In giro per il mondo esiste una gran quantità di gente ricca e sfaccendata, senz'altro scopo nella vita che divertirsi, senz'altra passione che il gioco. Non si conoscevano ancora i locali notturni, si ballava poco, si giocava molto poco al tennis e al golf, niente del tutto al bridge.

 

La tecnica di gioco, particolarmente del trente-et-qurante e della roulette fu allora il soggetto di conversazione più diffuso come lo sarà poi quello della canasta verso il 1950. I giornali e le riviste dedicarono una serie di articoli sui vari sistemi di gioco e alla loro rispettiva efficacia…….."

 

La chiusura delle case da gioco tedesche contribuì ad attirare a Monte Carlo maggiori utenti, contribuendo a creare il mito che dura ancora oggi.

 

La roulette arrivò in America ai tempi della Rivoluzione Francese. Alcuni immigranti francesi portarono, infatti, la roulette in Louisiana e, New Orleans diventò la capitale americana del Gioco e, esportò la roulette anche ad altre città.

La "primitiva" roulette americana aveva 0, 00 e una sorta di "triplo 0" rappresentato dall'immagine dell "Aquila A". Vi erano inoltre i numeri dal 1 al 28. Ben presto i numeri furono aumentati a 36 e "l'Aquila" venne rimossa. Ancora oggi il doppio 0 resiste anche se, nei principali casinò è possibile trovare qualche roulette a singolo 0 (European Roulette), ove però i minimi di puntata sono solitamente alti.